PIL, variazione congiunturale

L'indicatore PIL, variazione congiunturale in Italia è pari a 0,17 % (T2 2026), secondo dati ISTAT.

Rispetto al periodo precedente (T1 2026), la variazione è di -0,15 punti percentuali (da 0,32 % a 0,17 %). La serie copre T2 1996 – T2 2026 con frequenza trimestrale (121 osservazioni), fonte ISTAT — Istituto nazionale di statistica.

Variazione percentuale del PIL italiano rispetto al trimestre precedente, in volume (valori concatenati, anno di riferimento 2020), dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario.

0,17 % T2 2026

Tabella dati completa121 osservazioni
Serie storica completa — PIL, variazione congiunturale, valori in %, con variazione percentuale sul periodo precedente.
PeriodoValore (%)Variazione
T2 20260,17 %-45,7%
T1 20260,32 %-5,9%
T4 20250,34 %+79,3%
T3 20250,19 %-1353,3%
T2 2025-0,02 %-104,4%
T1 20250,34 %+143,2%
T4 20240,14 %+1444,4%
T3 20240,01 %-95,3%
T2 20240,19 %+135,4%
T1 20240,08 %-76,7%
T4 20230,35 %+259,2%
T3 20230,1 %+263%
T2 20230,03 %-95,3%
T1 20230,58 %-342,6%
T4 2022-0,24 %-254,9%
T3 20220,15 %-90,2%
T2 20221,56 %+119,2%
T1 20220,71 %-56%
T4 20211,62 %-31,2%
T3 20212,35 %-7%
T2 20212,53 %+53,2%
T1 20211,65 %+502,2%
T4 20200,27 %-98,1%
T3 202014,18 %-213,5%
T2 2020-12,49 %+119,2%
T1 2020-5,7 %+2065,8%
T4 2019-0,26 %-51,5%
T3 2019-0,54 %-236,9%
T2 20190,4 %+76%
T1 20190,23 %-19,1%
T4 20180,28 %-415,9%
T3 2018-0,09 %-131,5%
T2 20180,28 %-293,8%
T1 2018-0,14 %-124,2%
T4 20170,59 %+671,4%
T3 20170,08 %-82%
T2 20170,43 %-11,6%
T1 20170,48 %+35,6%
T4 20160,36 %-47,8%
T3 20160,68 %+111,1%
T2 20160,32 %+57,3%
T1 20160,21 %-55%
T4 20150,46 %+1287,9%
T3 20150,03 %-92,3%
T2 20150,43 %+7,2%
T1 20150,4 %-349,1%
T4 2014-0,16 %-2112,5%
T3 20140,01 %-69,2%
T2 20140,03 %-36,6%
T1 20140,04 %-127,9%
T4 2013-0,15 %-144%
T3 20130,33 %-1552,2%
T2 2013-0,02 %-97,2%
T1 2013-0,83 %+7,9%
T4 2012-0,77 %+15,8%
T3 2012-0,66 %-20,6%
T2 2012-0,84 %-19,9%
T1 2012-1,04 %+6,5%
T4 2011-0,98 %+114%
T3 2011-0,46 %+92%
T2 2011-0,24 %-142%
T1 20110,57 %-33,9%
T4 20100,86 %+222,6%
T3 20100,27 %-60,7%
T2 20100,68 %+76,5%
T1 20100,38 %+42,9%
T4 20090,27 %-20,2%
T3 20090,34 %-162,7%
T2 2009-0,54 %-78,2%
T1 2009-2,46 %+2,9%
T4 2008-2,39 %+58,6%
T3 2008-1,5 %+61,5%
T2 2008-0,93 %-185,1%
T1 20081,09 %-621%
T4 2007-0,21 %+1005,3%
T3 2007-0,02 %-107,9%
T2 20070,24 %-354,7%
T1 2007-0,1 %-106,9%
T4 20061,37 %+358%
T3 20060,3 %-5,4%
T2 20060,32 %-5,7%
T1 20060,34 %-26,3%
T4 20050,46 %-15,7%
T3 20050,54 %-33,8%
T2 20050,82 %-637,5%
T1 2005-0,15 %-168,2%
T4 20040,22 %+125,3%
T3 20040,1 %-67,5%
T2 20040,31 %-13,8%
T1 20040,35 %-64%
T4 20030,98 %-530,7%
T3 2003-0,23 %-1,7%
T2 2003-0,23 %-40,8%
T1 2003-0,39 %-165,9%
T4 20020,6 %+412,9%
T3 20020,12 %-63,6%
T2 20020,32 %+115,5%
T1 20020,15 %-200%
T4 2001-0,15 %-65,5%
T3 2001-0,43 %+429,6%
T2 2001-0,08 %-109,6%
T1 20010,85 %-12%
T4 20000,96 %+9,1%
T3 20000,88 %+36,8%
T2 20000,64 %-46,8%
T1 20001,21 %-20,7%
T4 19991,53 %+45,4%
T3 19991,05 %+158,6%
T2 19990,41 %-12,9%
T1 19990,47 %-241,6%
T4 1998-0,33 %-442,7%
T3 19980,1 %-82,9%
T2 19980,56 %-219,6%
T1 1998-0,47 %-131,5%
T4 19971,49 %+253,2%
T3 19970,42 %-74%
T2 19971,62 %+466,1%
T1 19970,29 %-187,5%
T4 1996-0,33 %-285,8%
T3 19960,18 %+22,2%
T2 19960,14 %—
unità di misura
%
frequenza
trimestrale
copertura
T2 1996 — T2 2026 · 121 osservazioni
ultimo aggiornamento
fonte

ISTAT — Istituto nazionale di statistica — Istituto nazionale di statistica (ISTAT), Conti economici nazionali trimestrali (PIL). Dati da esploradati.istat.it, licenza CC BY 4.0.

note metodologiche

Fonte: ISTAT, Conti economici trimestrali, standard europeo SEC 2010. Dato in volume (valori concatenati, anno di riferimento 2020), destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, variazione congiunturale (VALUATION=G1). Dataflow ISTAT IT1,163_156_DF_DCCN_SQCQ_3,1.0, chiave Q.IT.B1GQ_B_W2_S1.G1.Y.2026M9, edizione 2026M9 (aggiornata alle diffusioni ISTAT più recenti). Licenza CC BY 4.0.

scarica

CSV

incorpora

Incorpora questo grafico

Copia lo snippet per incorporare il grafico di PIL, variazione congiunturalesul tuo sito: l'anteprima si aggiorna da sola con i nuovi dati e cita sempre il.report come fonte.

<iframe src="https://il.report/embed/pil-trimestrale-congiunturale" width="100%" height="360" style="border:0" loading="lazy" title="il.report — grafico"></iframe>

Cos'è la variazione congiunturale del PIL

La variazione congiunturale del PIL misura quanto è cambiato, in percentuale, il Prodotto interno lordo italiano rispetto al trimestre immediatamente precedente. Il dato è in volume (a prezzi costanti/valori concatenati, quindi al netto dell'inflazione) e destagionalizzato: l'ISTAT elimina gli effetti ricorrenti legati alla stagione e al numero di giorni lavorativi, per isolare la dinamica economica di fondo dal rumore calendariale.

Un valore positivo indica che il PIL in volume è aumentato rispetto al trimestre precedente, uno negativo che è diminuito, zero che è rimasto invariato. Non è una crescita annualizzata né un livello in euro: un +0,2% descrive esclusivamente la differenza tra due trimestri consecutivi nella serie ISTAT.

È una serie distinta dal PIL in livello (fonte Eurostat, pubblicato su questo sito): qui il numero è sempre una variazione percentuale trimestre su trimestre, non un valore assoluto in euro o in indice.

Perché conta: il polso più immediato del ciclo economico

È l'indicatore più tempestivo per capire se l'economia italiana sta accelerando, frenando o contraendosi nel breve periodo: la sua definizione tecnica di recessione — due trimestri consecutivi di variazione congiunturale negativa — è quella che istituzioni e mercati citano per primi quando si parla di rallentamento o ripresa.

Va letta insieme, non in alternativa, alla variazione tendenziale: la congiunturale cattura la svolta più recente, la tendenziale il confronto su base annua, meno esposto al rumore di un singolo trimestre.

Come si legge: stime provvisorie e revisioni

Il primo valore diffuso da ISTAT per un trimestre è una stima preliminare, che può essere rivista nelle diffusioni successive — è una pratica comune a tutti gli istituti statistici europei, non un'anomalia italiana. Anche i trimestri già pubblicati possono cambiare leggermente a ogni nuova stima, perché la destagionalizzazione si aggiorna insieme alla serie storica.

Non va confrontata direttamente, come numero, con la variazione tendenziale dello stesso trimestre: sono calcolate su basi di confronto diverse (trimestre precedente contro stesso trimestre dell'anno prima) e possono muoversi in direzioni diverse senza contraddirsi. Per esempio, una congiunturale negativa può coesistere con una tendenziale positiva se il PIL resta sopra il livello di dodici mesi prima.

Fonte e metodologia

Il dato proviene dai conti economici nazionali trimestrali dell'ISTAT, dataflow DCCN_SQCQ, calcolati secondo gli standard europei del sistema SEC 2010. La fonte pubblica una variazione in volume, a valori concatenati con anno di riferimento 2020, destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario. A differenza del PIL in livello — che su questo sito riprende la fonte Eurostat — questa serie riporta la sola variazione congiunturale calcolata direttamente da ISTAT, aggiornata con la stessa cadenza trimestrale delle diffusioni ufficiali.

faq

Domande frequenti

Cos'è l'indicatore "PIL, variazione congiunturale"?

Variazione percentuale del PIL italiano rispetto al trimestre precedente, in volume (valori concatenati, anno di riferimento 2020), dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario.

Qual è l'ultimo dato disponibile per PIL, variazione congiunturale?

L'ultimo dato disponibile è 0,17 % (T2 2026), aggiornato il 12 settembre 2026 sulla base della pubblicazione più recente della fonte ufficiale.

Con quale frequenza viene aggiornato PIL, variazione congiunturale?

La serie ha frequenza trimestrale ed è aggiornata alla cadenza con cui ISTAT — Istituto nazionale di statistica diffonde i dati.

Da dove provengono i dati di PIL, variazione congiunturale?

I dati provengono da ISTAT — Istituto nazionale di statistica (https://esploradati.istat.it/), fonte ufficiale citata direttamente sulla pagina dell'indicatore.

Come viene calcolato PIL, variazione congiunturale?

Fonte: ISTAT, Conti economici trimestrali, standard europeo SEC 2010. Dato in volume (valori concatenati, anno di riferimento 2020), destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, variazione congiunturale (VALUATION=G1). Dataflow ISTAT IT1,163_156_DF_DCCN_SQCQ_3,1.0, chiave Q.IT.B1GQ_B_W2_S1.G1.Y.2026M9, edizione 2026M9 (aggiornata alle diffusioni ISTAT più recenti). Licenza CC BY 4.0.

Posso scaricare i dati grezzi di PIL, variazione congiunturale?

Sì: i dati completi della serie (unità di misura: %) sono scaricabili in formato CSV direttamente dalla pagina dell'indicatore.

Qual è la definizione tecnica di recessione in Italia?

Nella lettura tecnica più diffusa, un Paese è in recessione quando il PIL registra una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi. È per questo che la variazione congiunturale — non quella tendenziale — è la misura a cui istituzioni e mercati guardano per primi quando si parla di rallentamento o ripresa dell'economia italiana.

Che differenza c'è tra variazione congiunturale e tendenziale del PIL?

La variazione congiunturale confronta il PIL con il trimestre immediatamente precedente ed è un dato destagionalizzato dall'ISTAT; la variazione tendenziale lo confronta con lo stesso trimestre dell'anno prima, assorbendo la stagionalità per costruzione. Le due misure hanno basi di confronto diverse e possono muoversi in direzioni diverse senza contraddirsi: vanno lette insieme, non in alternativa.

Qual è la crescita del PIL italiano?

Nel T2 2026 il PIL italiano è cresciuto del 0,17 % rispetto al trimestre precedente (variazione congiunturale destagionalizzata, dati ISTAT — Istituto nazionale di statistica).

L'Italia è in recessione?

La recessione tecnica è definita come due trimestri consecutivi con variazione congiunturale del PIL negativa. L'ultimo dato disponibile è 0,17 % nel T2 2026 — per verificare se vi sia una sequenza recessiva è necessario confrontare almeno due trimestri consecutivi. Il dato è pubblicato da ISTAT — Istituto nazionale di statistica con cadenza trimestrale.